L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la nascita un "processo naturale e normale" e dice che "ogni donna ha il diritto fondamentale di ricevere assistenza prenatale appropriata e di svolgere un ruolo centrale in tutti gli aspetti di questa assistenza": l’ipnosi dà un contributo importante nella preparazione al parto.
Quando la mamma inizia a sentire i movimenti del feto incomincia la relazione mamma-figlio. Prima di allora lo può percepire più o meno consapevolmente come un’invasione: da qui le nausee tipiche dei primi mesi di gravidanza.
Spicca la conflittualità tra il ruolo richiesto dalla donna che è quello di essere continuamente attiva, di fare, di non fermarsi.. e il bisogno, l’istinto legato alla passività della gravidanza: la stanchezza naturale di questo periodo permette alla mamma di fermarsi, riposare e utilizzare questo tempo per costruire la sua relazione col bambino.
Oltre ad aumentare la consapevolezza del rapporto col proprio bambino, di ciò che sta avvenendo durante la gravidanza e di ciò che vivrà al momento del parto, la preparazione al parto con l'ipnosi può avere questi risultati.

  • In gravidanza migliora il flusso placentare e la sua ossigenazione.
  • E’ efficace nelle minacce d'aborto premature.
  • Favorisce la costruzione dell'immagine mentale del bambino, e dell'immagine di se' come madre. Ciò migliorerà, poi, il rapporto madre-bambino.
  • Durante il parto non toglie il dolore, ma toglie l'ansia, e quindi il dolore viene vissuto in modo diverso.
  • Solitamente le donne che hanno fatto una preparazione al parto in ipnosi non chiedono l'epidurale.
  • Si abbassa la percentuale di tumefazione da parto.
  • Si accorciano i tempi di contrazione e spinta.
  • Se viene effettuato un parto cesareo, dopo la preparazione al parto in ipnosi, la ferita cicatrizza più velocemente, c'è un minore flusso sanguigno.
  • Si partorisce in DUE, mamma e bambino non saranno soli ma spingeranno insieme
  • I bambini nati in ipnosi saranno più tranquilli, e avranno un ritmo sonno veglia più regolare

Durante la preparazione al parto la mamma collabora attivamente alla nascita del bambino aumentando la conoscenza e il controllo del corpo invece di focalizzare l'attenzione verso le sensazioni dolorose.

Nella donna che partorisce il segnale di inizio di ciò che sta per avvenire è proprio il dolore. Le varie fasi del travaglio e poi del parto producono dei sintomi subito evidenti e rafforzano costantemente il dolore e l'ansia e indeboliscono la soglia agli stimoli del dolore. L'ansia si traduce in una sensazione di insicurezza e contribuisce ad aumentare la percezione del dolore. Su questa agirebbero un fattore fisiologico che inciderebbe sulla cosiddetta "soglia" del dolore e uno psicologico che influirebbe sulla "tolleranza" al dolore. Andare a trattare l’aspetto psicologico può modulare la percezione del dolore: la mamma quindi è in grado di percepire lo stimolo doloroso ma non ne prova sofferenza. Per cui, oltre al controllo del dolore, è possibile ottenere anche l'eliminazione della paura, della preoccupazione, dell'ansia, della tensione in genere legata a situazioni in cui sono necessari farmaci analgesici o anestetici, producendo nella donna un rilassamento piacevole, una distrazione dell'attenzione e una aspettativa ottimistica con incremento dell'autostima.

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