Quando subiamo un’esperienza traumatica abbiamo bisogno di avere una persona con cui parlare dei nostri pensieri e sentimenti, una persona di fiducia per superare il momento. Inoltre in questi momenti è importante cercare di mantenere la routine quotidiana, per esempio tornare al lavoro al più presto anche se la capacità lavorativa può essere ridotta perchè ci si stanca facilmente.

Occorre sapere che, anche se le reazioni e le emozioni sono forti, tutto ciò è normale ed è importante darsi il tempo necessario per riguadagnare le proprie forze. Dopo l’evento possono arrivare involontariamente pensieri, ricordi e immagini di quello che è successo. Compaiono soprattutto in momenti di rilassamento, per esempio prima di dormire, e si accompagnano a un senso di disagio. In genere il sonno è leggero, ci si sveglia spesso, si hanno degli incubi o sogni ricorrenti dell’evento. È comune che alcuni stimoli ambientali, persone o situazioni richiamino l’evento in modo involontario. E’ sovente una scarsa concentrazione in attività quale la lettura, la visione di un film, e svariate reazioni fisiche, come problemi di stomaco, senso di nausea, stanchezza. È difficile accettare i fatti attuali e non si riesce a pensare al futuro in modo adeguato. Può esserci senso di colpa, ad esempio per essere sopravvissuti quando un’altra persona è morta o ferita gravemente, o ancora la tendenza a colpevolizzarsi per non avere fatto a sufficienza. Può esserci paura del futuro oppure impazienza e irritazione con gli altri, sopratutto con i familiari, o indifferenza verso cose che prima dell’incidente erano molto importanti per la persona. Questo a volte crea incomprensioni da cui scaturiscono ulteriori difficoltà. Le persone pensano ripetutamente a quello che è successo per cercare di capire l’evento. In alcuni casi i pensieri sulla causa dell’evento e sulla vicinanza della morte e la vita sono molto comuni. Il senso della propria invulnerabilità  scompare. Tutto è incerto, soprattutto se e quando può succedere nuovamente.

La durata di queste reazioni è diversa per ogni persona. Per alcuni la situazione si normalizza dopo poche settimane, per altri ci vuole più tempo. Se sono troppo intense e durano per molto tempo è necessario il supporto di uno psicoterapeuta specializzato nel trattamento dei disturbi post traumatici.

Nel trauma un’informazione è immagazzinata in modo non funzionale e si basa sull’ipotesi che c’è una componente fisiologica in ogni disturbo o disagio psicologico dove viene disturbato l’equilibrio necessario per l’elaborazione dell’informazione stessa. Si può affermare che questo provochi il suo ”congelamento” nella sua forma originale, per come cioé è stata vissuta. Questa informazione ”congelata” e racchiusa nelle reti neurali non può essere elaborata e quindi continua a provocare disturbi come quello da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici.
L’utilizzo di approcci psicoterapeutici, tra cui la psicoterapia ericksoniana, la stimolazione bilaterale (come i movimenti oculari) dell'EMDR o, ancora, l'integrazione della psicoterapia con tecniche che si basano sulla stimolazione di specifici punti di agopuntura, usati assieme all’immagine traumatica, alle convinzioni negative a essa legate e al disagio emotivo, facilitano la rielaborazione dell’informazione fino alla risoluzione del malessere. Da qui l’esperienza viene usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema di pensieri ed emozioni positivo.

Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, ecc. indicano che tali metodi permettono una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, incubi). Infatti, queste nuove forme di psicoterapia sono state rivolte al trattamento del trauma e di varie patologie e disturbi psicologici che hanno origine dal trauma stesso. Queste tecniche vengono usate fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione funzionale i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente.

Queste esperienze traumatiche possono consistere in piccoli/grandi traumi subiti nell’età  dello sviluppo, eventi stressanti  nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti), eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza).

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