Federica Panzanini *

La ricerca del sé

Secondo la psicologia umanistica e la psicologia della Gestalt, tutti gli esseri umani nascono con una tendenza a stare bene, a vivere in armonia con se stessi e con l’ambiente e a realizzarsi. Se questa natura originaria sana e positiva incontra un ambiente favorevole, l’individuo deve soltanto lasciare che si realizzi e si sviluppi. Questa tendenza innata, che può essere vista come il nucleo originario del Sé, l’essenza dell’individuo, di solito è coperta da una sorta di “corazza”, da un insieme di incrostature costituite da adattamenti, apprendimenti, regole e sintomi, che formano la cosiddetta “personalità”.

La malattia in questa ottica è dovuta all’incontro dell’individuo con un ambiente sfavorevole che gli impedisce di seguire la sua natura originaria. Il sintomo è la risposta migliore, una forma di adattamento, che l’individuo poteva dare per sopravvivere in una determinata situazione. Questo non significa che non si debbano seguire delle regole: al contrario delle regole buone, giuste, necessarie sono in linea con la tendenza all’autorealizzazione dell’individuo, possono essere assimilate e favoriscono lo sviluppo di una personalità sana. La malattia deriverebbe da una serie di introiezioni, soprattutto dai genitori, di regole, comportamenti e atteggiamenti che vanno contro la tendenza sana e naturale dell’organismo ad autoregolarsi per adattarsi all’ambiente e stare bene. Poiché i genitori sono indispensabili per la sopravvivenza materiale del bambino, hanno per forza la meglio sulla tendenza naturale dell’organismo, quando si contrappongono ad essa.

Questa visione è condivisa dall’impostazione della nostra scuola. Occorre liberare l’individuo dalle “incrostazioni”, da una serie di concetti, idee, apprendimenti sbagliati su di sé e sul mondo che egli ha assorbito dall’ambiente in cui è cresciuto ed è stato educato. All’interno dell’apparato di concetti che è andato via via costruendo, lo si mette in condizioni di poter selezionare ciò che egli stesso, in quanto persona adulta, quindi dotata di senso critico e della capacità di fare le proprie valutazioni, condivide, ciò in cui egli stesso crede, concetti, valori, abitudini, modi di pensare che ritiene gli siano utili, o che siano giusti, che sente insomma come propri, distinguendo tutto questo da ciò che gli è stato fatto ingoiare, che ha dovuto accettare passivamente, ma che da adulto, dopo tanti anni, fatica a riconoscere come estraneo a sé, confondendolo con ciò che è suo. Si tratta di portare la persona a distinguere ciò che davvero le appartiene da ciò che non le appartiene e che, da adulto, ha la possibilità di rifiutare o di restituire al mittente.

In questo modo, tolte le incrostature, si può portare alla luce la natura profonda, il nucleo originario. Questo percorso ha delle possibilità terapeutiche notevoli: permette di ritrovare e ricontattare le proprie risorse più profonde, un potenziale spesso inutilizzato, di mettere in contatto la persona con una sorgente di forza, di vita, che è il nucleo più profondo e autentico della sua identità, di sentire che cosa davvero vuole, quali sono i suoi desideri e bisogni più profondi, le parti trascurate di sé, risorse e parti vitali che sono state spente da condizionamenti, pressioni, richieste dell’ambiente. In questo modo le persone ritrovano una carica, un’energia che restituisce loro vitalità, le rende determinate nel perseguire un obiettivo o un cambiamento desiderato, prendono consapevolezza di se stesse, di ciò che davvero vogliono…

Quando si riesce ad accedere a questo potenziale è come se problemi, paure, tutto quello che solitamente limita la persona diventasse irrilevante, perdesse valore e significato, e questo avviene certo non tramite uno sforzo o un’operazione cognitiva, razionale di ridimensionare l’importanza di questi fattori nella propria vita, bensì sentendo una forza, una carica vitale, liberando risorse ed energia… e questa forza è inattaccabile, è al di là o al di sopra dei problemi quotidiani, permette di sciogliere blocchi, di eliminare risposte o soluzioni sbagliate di fronte a difficoltà, mette a disposizione dell’individuo tutte le sue capacità e potenzialità, lo fa sentire libero…

*psicologa, spec. psicoterapia, docente di Tecniche d'induzione ipnotica presso la S.M.I.P.I. Società Medica Italiana di Psicoterapia e Ipnosi.

Posted 28.02.08

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