Sarah Vian

L’influenza del clima motivazionale percepito e del ruolo dell’allenatore sull’abbandono sportivo precoce

Pubblicazione ufficiale della mia tesi di laurea al Convegno Internazionale di Psicologia dello Sport, Belgrado, luglio 2005.

Introduzione

L’abbandono sportivo precoce è un fenomeno complesso che dipende da molteplici variabili. Tra i fattori psicologici, il clima motivazionale percepito sembra essere quello di maggior rilevanza. Secondo Nicholls (1989), infatti, gli individui possono sviluppare due orientamenti motivazionali indipendenti. L’orientamento all’Io presuppone l’utilizzo di standards normativi per definire il successo e per interpretare il livello delle loro competenza richiesti in situazioni di performance: vincere e superare i compagni e gli avversari sono i risultati che in questi soggetti contraddistinguono il successo personale. Gli individui orientati al Compito, invece, percepiscono le loro abilità e i loro successi in base all’impegno e ai miglioramenti raggiunti. In un recente studio è emerso che gli atleti orientati all’Io non mostrano una netta demarcazione tra l’Orientamento all’Io e quello al Compito (Bortoli, Avezzù, Robazza, & Viviani, 2004). Questi risultati non hanno confermato l’ipotesi secondo la quale esiste una differenza sostanziale tra i due orientamenti. In altri studi effettuati nella regione italiana del Veneto è emerso che la relazione atleta-allenatore svolge un ruolo fondamentale in tutto questo. L’obiettivo di questa ricerca è quello di indagare più approfonditamente il clima motivazionale percepito dagli atleti e dagli allenatori e la sua correlazione con l’abbandono sportivo precoce.

Metodi

I questionari TEOSQ (Task and Ego Orientation in Sport Questionnaire, di Duda & Nicholls, 1992) e PMCSQ-2 (Perceived Motivational Climate in Sport Questionnaire, di Newton, Duda & Yin, 2000) sono stati somministrati a 107 atleti di sci alpino (56 maschi e 51 femmine) di livello nazionale (età media=21.0±2.3 anni) e di livello regionale (età media=16.4±1.4 anni) e a 48 ex atleti (età media=25.8±3.8 anni), fra cui 24 di livello nazionale e 24 di livello regionale. Agli ex atleti, inoltre, è stata posta un’intervista semistrutturata per ottenere ulteriori informazioni sul fenomeno dell’abbandono sportivo precoce. Il PMCSQ-2 è stato somministrato anche a 37 allenatori (età media=35.2±7.5 anni) di livello nazionale (N=19) e di livello regionale (N=18). Successivamente è stata operata un’analisi multivariata MANOVA sui punteggi ottenuti nelle scale dei questionari, seguita da un’analisi univariata ANOVA e, dove necessaria, un’analisi post-hoc Scheffé.

Risultati

Nel campione di atleti ed ex atleti l’analisi MANOVA eseguita sui punteggi ottenuti nel TEOSQ ha mostrato una differenza globale significativa: Wilks’ Lambda=.91, F(2, 152)=7.31, p<.002. L’analisi ANOVA ha evidenziato differenze significative nella scala che definisce l’ Orientamento all’Io, F(1,153)=14.25, p<.001, ma non nella scala che definisce l' Orientamento al Compito, rilevando un più alto livello di Orientamento all’Io negli ex atleti rispetto agli atleti tuttora praticanti. Non sono emerse differenze significative tra gli atleti di livello nazionale e quelli di livello regionale. L’analisi MANOVA ha mostrato una differenza globale significativa nelle scale del PMCSQ-2 nei tre campioni di soggetti, atleti, ex atleti e allenatori:Wilks’ Lambda=.50, F(12, 368)=12.56, p<.001. Rispetto agli atleti e agli allenatori, gli ex atleti riportano un punteggio più basso nelle scale che definiscono un clima motivazionale percepito orientato al Compito e un punteggio più alto in quelle che descrivono un clima motivazionale orientato all’Io.

Conclusioni

Dall’insieme dei risultati quantitativi e qualitativi ottenuti si ha la conferma dell’ipotesi secondo la quale l’abbandono sportivo precoce è maggiormente correlato all’Orientamento motivazionale all’Io e alla percezione di un clima motivazionale orientato all’Io rispetto all’Orientamento motivazionale al Compito e al clima motivazionale percepito orientato al Compito.

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